CENTRO CIVICO A MILANO

Il progetto del centro civico si inserisce in un contesto complesso, variegato e denso di valenze, con cui si è scelto di dialogare evocando richiami immediati: un vaso da fiori nel Parco Biblioteca degli alberi. Nell’associazione tra la capacità degli alberi di raccontare e stimolare, il vaso è l’oggetto costruito per contenere e coltivare. Ricordi, racconti, ricerche, idee, come le piante possono crescere all’interno del vaso. La caratteristica principale è data dalla “svasatura” degli ombreggiamenti e delle pareti perimetrali,
caratteristica che consente penetrazione dei raggi solari in inverno e protezione per forma all’irraggiamento solare estivo, al fine di ottenere guadagno solare passivo e riduzione del fabbisogno energetico per climatizzazione nell’arco dell’intero anno.
L’accesso avviene dalla strada pedonale interna al parco, ingressi di servizio sono presenti sulla strada carrabile proveniente da Via de Castillia. L’ingresso principale immette in un atrio a doppia altezza, da dove è possibile accedere alle strutture del
centro civico o alla caffetteria/ristorazione. Spazi ampi e regolari, vetrate esterne ed interne oscurabili, collegamenti tra ambienti, consentono di poter utilizzare in modo flessibile e i locali.
Gli ambienti del piano primo possono essere facilmente interconnessi, ad esempio in occasione di mostre,
esposizioni.
Il piano copertura/terrazza è caratterizzato dalla presenza di vasi di arbusti lungo tutto il perimetro
dell’edificio.

Ho offerto il mio contributo nella realizzazione del progetto di questo concorso insieme allo studio BC2

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LA LAGUNA DI VENEZIA

La rivista di architettura e urbanistica “2G”, in collaborazione con Santa&Cole, con il Dipartimento di progettazione architettonica Iuav, con l’Osservatorio Naturalistico del Comune di Venezia e con l’Istituzione Parco della Laguna Nord, ha promosso e organizzato il concorso internazionale di idee “Parco della Laguna di Venezia”. L’idea del concorso parte dalla necessità di recuperare la laguna intera come sistema metropolitano complesso, attraverso la decentralizzazione di funzioni e usi, e in completa integrazione con il contesto naturale.

Abbiamo ideato un sistema di percorsi galleggianti e di prototipi funzionali che permettessero il collegamento ciclopedonale tra Venezia ed il suo paesaggio, per permettere a questo di svilupparsi spontaneamente attraverso le sue peculiarità o servizi culturali. Con G. Denti, M.Gaudio, M.Loperfido.

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L’ELEMENTO CHE SI CONNETTE

Il concorso è stato lanciato dalla ProConcorsIdea s.r.l, indetto dall’azienda Linea Arredo. Il concorso era finalizzato alla selezione di un’idea che doveva superare il concetto di scomponibilità e flessibilità degli attuali elementi modulari diffusi in commercio e perseguire le logiche di vendita di un prodotto di design, pur conservando la prerogativa di impiego di macchinari e processi realizzativi ordinari. I partecipanti erano invitati all’elaborazione di una nuova tipologia di mobile in legno,  matrice di diverse soluzioni di mobili, mediante semplice incastro o accostamento di volumi primari. L’oggetto d’arredo doveva essere composto di elementi di per loro autonomi che, in altro modo composti, potevano dar luogo ad un’altra configurazione di mobile (in particolare, ad un comodino o una libreria). Tale sistema di mobili doveva essere caratterizzato dalla massima flessibilità di ciascun suo elemento, in modo da consentire un ampio spettro di composizioni.

L’idea di partire da una unità, utilizzabile per esempio come comodino o seduta, componibile fino ad ottenere una libreria è stata battezzata “Enjoint”, gioco di parole, tra “giunto”, attraverso il quale gli elementi si legano tra loro e “gioco”.

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DIESELWALL

L’oggetto del concorso, indetto dalla Diesel, è quello di immaginare un uso decorativo della facciata cieca di un palazzo a Milano. L’idea è quella di ingrandire oltrmisura l’immagine di una rete di pescatori al fine di sviare l’osservatore verso il mare che gli è lontano.

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